“Amnistia Giustizia Libertà”, logo e nome nuovi per la lista dei Radicali


I Radicali Italiani, che per statuto non possono partecipare direttamente alle competizioni elettorali, hanno deciso la creazione di  una lista “di scopo, di unità democratica riformatrice, fra quanti in Italia, e non solo, lottano dando priorità assoluta all’obiettivo dell’uscita  immediata, dopo decenni, del nostro paese dalla sua flagranza criminale contro i Diritti Umani e contro lo Stato di Diritto.”  scrive Marco Pannella.

La lista di scopoAmnistia Giustizia Libertà” non sarà presente in nessuna delle tre principali coalizioni, ma correrà da sola sia per la Camera che per il Senato. La formazione libertaria parteciperà anche alle elezioni regionali che si terranno in diversi regioni.
Sono recenti le polemiche per i casi di Lazio e Lombardia, con la paventata alleanza con La Destra di Storace e l’esclusione da parte della coalizione di Umberto Ambrosoli.

Nel Lazio il candidato del centrosinistra Zingaretti si è opposto alla ricandidatura dei due consiglieri radicali uscenti, noti per aver fatto emergere lo scandalo Fiorito che ha portato alla caduta della giunta Polverini. In Lombardia invece la lista radicale è stata esclusa proprio per il nome e il riferimento all’Amnistia; il candidato presidente Ambrosoli aveva chiesto ai dirigenti locali di presentare una lista con denominazione e simbolo diversi, ma a seguito del rifiuto è saltata l’alleanza nel centrosinistra.

Il simbolo presentato è il classico logo circolare che riprende lo sfondo giallo ormai caro alla tradizione radicale. Nella prima bozza erano presenti il simbolo della Pace e della Rosa nel Pugno (di cui Pannella detiene i diritti grazie alla cessione gratuita fattagli da Mitterand e il Ps francese, ndr), il bordo era una sottile linea blu e grande risalto era dato alla denominazione della lista, sempre in blu chiaro. Il primo disegno era stato lanciato dal profilo Twitter @Radicali, dove si chiedevano commenti e critiche. Io stesso avevo partecipato alla discussione, proponendo la reintroduzione del bordo blu con le stelle UE che ha contraddistinto le liste radicali dalla fine degli anni Novanta in poi.

Il logo definitivo riporta nuovamente il contorno europeista, ma al proprio interno ha eliminato il simbolo mitterandiano: al suo posto è rimasta la sola rosa rossa. Le tre parole in maiuscolo sono diventate nere e la dicitura “Lista” è scritta in corsivo rosso. Interessante come la parte finale della banda europea finisca per collocarsi accanto al simboli pacifista e della rosa.

I radicali hanno creato sito web e account social ad hoc, diversi da quelli del partito: il dominio internet è www.amnistiagiustizialiberta.it e i social network Facebook, Twitter e Youtube. A causa delle scarse risorse finanziare sarà difficile l’utilizzo di affissioni, così come non ci si dovrà aspettare di vedere troppo spesso esponenti radicali in televisione.

Dopo diversi anni la galassia radicale ha deciso di non utilizzare i nomi dei suoi due leader più noti per nome e simbolo. L’attenzione è tutta per i tre scopi della lista: Amnistia, Giustizia e Libertà. Riusciranno Pannella & company a entrare in Parlamento o ci dovremo accontentare dell’annunciato “radicalismo” di Monti?