Campagna elettorale finita: tiriamo le somme


E’ stata veloce, ma anche confusa. Poche ore, e poi sapremo chi prenderà le redini del Governo per la prossima legislatura. Gli ultimi due mesi sono stati intensi, giocati dai tre principali leader ancora una volta in televisione. Ad ogni ora del giorno e della notte, i tre si sono alternati nei diversi programmi televisivi, senza mai però affrontare un confronto diretto tra loro, e sempre snobbati da Grillo, che ancora una volta alla televisione ha preferito la rete e le piazze.

Le tasse sicuramente sono state il tema forte, per tutti e tre gli schieramenti: la patrimoniale, ma soprattutto l’IMU: la tolgo, la metto, l’abbasso. Addirittura la rimborso, e se non sarà così potrete farmi causa: questa la grande promessa di Silvio Berlusconi. Certo, è mancata l’enfasi del 2006, quando durante l’ultimo confronto televisivo con Romano Prodi, nell’appello finale, promise con un grande sorriso l’abolizione dell’Ici. E’ anche arrivato un nuovo contratto con gli italiani, ma non c’è stato il colpo da maestro che molti tra i suoi elettori si sarebbero aspettati. C’è stata la partecipazione a Servizio Pubblico, al cospetto del nemico storico Santoro, con tanto di spolverata alla sedia dove si era seduto Marco Travaglio.

Per il resto però, poca politica spettacolo, forse per non inseguire Grillo sul suo stesso terreno. Già, Grillo che ha concluso il suo tour monopolizzando anche la fine della campagna elettorale, con la grande manifestazione a piazza San Giovanni. 50000 persone, 800000, un milione, poco importa, è stato sicuramente l’evento più atteso, forse per contarli, per vedere davvero anche il comico alla prova della piazza per antonomasia, quella dei grandi eventi, delle grandi occasioni. La piazza certo, era piena, e la folla è stata arringata con i suoi cavalli di battaglia, quelli di sempre, l’antipolitica in primis.

Bersani ha giocato il ruolo del personaggio politico serio, chiudendo la campagna elettorale con Nanni Moretti, sembra quasi in risposta a Grillo. Frasi, citazioni, giaguari da smacchiare, favole da raccontare, questa è stata la campagna elettorale di Bersani. Forse la presenza di Renzi sarebbe stata più trainante per la coalizione di centro sinistra, se non altro per non cercare di perdere l’entusiasmo post-primarie e per cercare, perché no, di conquistare qualche voto dei famosi “moderati” , quelli che alle primarie facevano il tifo per il sindaco di Firenze. Bersani, così come Monti, è poco telegenico. Contro Berlusconi, da questo punto di vista, il confronto è abbastanza impietoso, e infatti dalla fine dell’anno, il Cavaliere è riuscito a recuperare diversi voti alla coalizione di centro sinistra, complice – sicuramente – anche lo scandalo Mps. Insomma, si poteva fare meglio.

Per quanto riguarda Monti: ci ha fatto stare sulle spine per un po’, mi candido, non mi candido, mi candido, non mi candido, ma alla fine è sceso in campo anche lui, a sconvolgere questo bipolarismo, questo destra contro sinistra che ci aveva abituato negli ultimi vent’anni. Ha cercato di sciogliersi, di uscire dal ruolo di professorino, ha bevuto “una birretta”, fatto le coccole a un cagnolino e usato twitter. Non è mai stato un “politico”, ma è entrato subito nel ruolo, non risparmiando frecciatine agli avversari – Berlusconi è come il pifferaio magico – ma non risparmiandosi nemmeno qualche gaffe, come quando ha detto, salvo poi rettificare, che Angela Merkel teme e non vuole una vittoria del Partito Democratico. A proposito di gaffes: sicuramente la più indimenticabile è stata quella di Giannino. Master e lauree millantate e inventate, e la sua avventura è finita ancora prima di cominciare.

E i programmi? Alzi la mano chi davvero ha capito quali sono i programmi dei principali candidati. Sono disponibili on line da almeno un mese, ma nessuno, se non i bene informati e i militanti, li conoscono davvero. E chiaramente, nessuno li ha davvero spiegati. Si è detto qualcosa sul lavoro, sui costi della politica, oltre che sulle tasse. Ormai però è tardi, le promesse sono state fatte, e la battaglia tra pochi giorni si sposterà nelle aule parlamentari.