Comunicare l’Europa è compito arduo?


Sempre più frequentemente, in giro, si sente parlare di Europa. Ma quanti italiani sono consapevoli di quali siano le istituzioni dell’Europa? E che dire dell’organizzazione? Non c’è da stupirsi se, chiedendo a un comune cittadino quanti siano i paesi dell’Unione Europea, lo stesso risponda: “Non saprei dire precisamente… una decina?”

In occasione delle elezioni europee del 2014, dovremmo farci un esame di coscienza e chiederci: “Cosa ne so io di Europa?” Informarsi e conoscere costituiscono (o almeno dovrebbero) delle priorità per l’essere umano. Spesso e volentieri sorprende che, a mostrare forti dubbi e incertezze, siano persone con una certa formazione alle spalle piuttosto che persone meno istruite ma simpatizzanti per un partito.

L’Unione Europea sta attraversando un periodo critico e tale criticità è emersa anche da alcuni referendum e dalla difficoltà che possa essere portato a termine il processo costituzionale europeo. Lo stallo attraversato dalle istituzioni europee è un chiaro ed evidente segno di disinformazione che è accompagnato dalla mancanza di consapevolezza, da parte del cittadino medio, di avere una doppia cittadinanza: quella dello Stato membro di provenienza e, ancor prima, quella europea.

Le elezioni europee sono sempre più vicine e sarebbe il caso che ci si preoccupasse di creare iniziative ed eventi di utilità pubblica per “comunicare l’Europa”. Forse non tutti sanno che qualche tentativo, da parte delle istituzioni, è stato fatto.

Alcune iniziative, infatti, sono state portate a termine. Ad esempio, è stato ideato ad hoc un sito internet per prevenire la disinformazione il cui compito consiste nel fornire istruzioni e linee guida utili al cittadino europeo che ha il dovere di andare a votare. Il sito è Elections2014.
Un’altra iniziativa è costituita dalla creazione dei cd. Punti Europa sparsi su tutto il territorio. Nello specifico, si tratta di uffici che offrono la possibilità a chiunque ne abbia bisogno, di interfacciarsi face to face con esperti delle istituzioni europee che hanno il compito di fornire dati informativi e aiutare i giovani che vogliano intraprendere la strada di tirocini presso l’Unione Europea o che vogliono mettersi in gioco partecipando ai concorsi per lavorare nelle istituzioni europee.

Tuttavia, un grave problema di comunicazione resta e riguarda il gap generazionale di cui spesso si sente parlare: sembrerebbe che, dalla comunicazione dell’Europa, sia escluso un target specifico, quello dei “non più giovanissimi”, quello che non è capace di accendere un pc e sfruttare la risorsa web. Ciò testimonia la costante importanza dei media tradizionali quali televisione e stampa. Sfortunatamente però, lo scopo primario della televisione è diventato quello di divertire il suo pubblico piuttosto che informarlo. Pochi e poco apprezzati sono i canali il cui focus è l’informazione.

Occorre pertanto che l’UE e le relative istituzioni portino avanti una comunicazione ricca ma differenziata in base ai target di riferimento, una comunicazione che fornisca informazioni corrette e non propagandistiche così da evidenziare l’evoluzione compiuta dall’UE negli anni e farne conoscere le istituzioni. Se vogliamo che ulteriori passi avanti vengano fatti, informiamoci prima di ogni altra cosa ed evitiamo che anche le elezioni europee di quest’anno siano un flop.