Europarlamento: l’hub della politica italiana


Nel dibattito che attanaglia il Pd sui giochi delle correnti per la segreteria, negli ultimi giorni è sbucata una proposta dal sapore della provocazione: Matteo Renzi spedito in Europa in attesa delle elezioni politiche cui candidarsi a Premier. Una sorta di “confino” con cui viene inteso l’incarico di parlamentare europeo che ha coinvolto il sindaco di Firenze ma che è la storia comune della classe politica italiana.

Con le elezioni europee che si stagliano all’orizzonte (maggio 2014), i posizionamenti e le strategie degli uomini politici tornano ad echeggiare il ruolo delle camere europee –Strasburgo e Bruxelles- come vero e proprio “hub” politico. Un “non luogo” della politica che, più di altre cariche politiche e istituzionali, ha il sapore e il significato della temporaneità e dell’attesa.

Così le elezioni europee sono l’occasione, per i politici italiani, di trovare un ripiego ad un’elezione sfortunata o di aspettare il volo diretto per tornare a casa, a costo che l’attesa possa durare anche due-tre anni, a seconda del “treno” elettorale su cui si vuole salire per rientrare tra i confini patri. 

La competizione elettorale europea viene snaturata dei suoi contenuti intrinseci (idee sull’Europa, collocazione politica europea dei partiti nazionali, politiche di respiro comunitario) e allontana dalle urne un elettorato che, di conseguenza, crede poco al significato della tornata.

Nei quattro anni trascorsi dalle ultime europee è cambiato il ruolo dell’Unione Europea: più centrale, spesso inquadrato negativamente e più influente nelle decisioni dei singol Stati membri. I partiti italiani hanno quindi la possibilità di rimodulare la propria offerta politica in vista dell’appuntamento elettorale, puntando su candidature “stanziali” così da poter contare più sui tavoli europei e influenzare le scelte delle istituzioni comunitarie. Oppure, proseguire nell’interpretazione del ruolo di europarlamentare come passeggero della politica e del Parlamento Europeo come snodo sui cui intersecare strategie politiche i cui “gate” sono quelli dei voli nazionali.