Firenze 2014, la “terza via” per le primarie italiane

Benedette dal coordinatore nazionale Guido Crosetto, con gli ammiccamenti di Patrizio Mecacci del PD e il sostegno tecnico di alcuni esponenti del mondo accademico, il gruppo toscano di Fratelli d’Italia lancia le primarie sequenziali ed aperte per le amministrative di Firenze 2014.

Banco di prova ideale sia per l’importanza della città sia per le dimensioni dell’impatto mediatico, le primarie sequenziali sono una vera novità nel panorama politico italiano.

Una proposta elettorale che va oltre le primarie di partito e di coalizione cui gli italiani sono stati finora abituati a partecipare.

Per capirne di più, abbiamo intervistato Paolo Marcheschi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Toscana e tra i proponenti del progetto “Primarie x Firenze”.

Perché credete che la proposta di una “terza via”, che vada oltre le primarie di partito e di coalizione, per l’elezione del primo cittadino di Firenze sia efficace per riavvicinare i cittadini alla politica?
Perché la gente ha dato dimostrazione di non credere più nei partiti e in particolare nelle città. Gli elettori non vogliono battaglie politico partitiche ma solo che il proprio Sindaco scelga per il bene della città. È stanca delle lotte sterili della politica urlata in tv. Vogliono solo buona amministrazione. Conta la persona, il progetto e non l’appartenenza. Una tranvia, la viabilità, ecc. non sono di destra o di sinistra, ma utili o inutili.

Bella l’idea di valorizzare gli outsider. Come pensate di superare il gap dei candidati con una potenza di fuoco economica minore?
I candidati non avranno il simbolo del partito, la competizione è civica. Capisco che ci siano resistenze dai partiti, ma è uno strumento che serve anche a reperire nuova classe dirigente almeno a livello amministrativo. Speriamo che ogni partito appoggi quindi più candidati (alle primarie del PD del resto partecipano almeno 4-5 candidati) in modo da rendere la candidatura più civica e non di partito. Non è detto poi che l’outsider sia meno ‘ricco’ dei malandati partiti. In ogni caso stabiliremo insieme al regolamento anche un tetto massimo di costi per la campagna elettorale per le primarie.

Anche se il 58% degli elettori di centrodestra è favorevole alle primarie, non si corre il rischio di un flop visto che i suddetti elettori preferiscono avere un leader forte, magari calato dall’alto, alla partecipazione politica?
Ultimamente la gente non va neanche a votare alle elezioni proprio perché non si sente più coinvolta nelle scelte e nelle liste bloccate non sa neanche chi vota. Il leader forte piace ma se uno può sceglierselo personalmente, piace di più e il leader diventa ancora più forte.

Le 5 votazioni per quartiere delle primarie sequenziali sono una novità nel panorama politico italiano. Come lo state comunicando e con quali effetti?
Per ora ne stiamo discutendo, come tutte le novità dovrebbe avere un grande investimento in comunicazione che però non possiamo permetterci. Per questo vorremmo fare un’area test a Firenze una delle città diventate più mediatiche d’Italia.

Ci sono altri comuni che stanno già seguendo la vostra iniziativa?
Il progetto ha incuriosito moltissimi che ci scrivono e scaricano la bozza. Ognuno cerca di rielaborarla per il proprio Comune. Oltre al sostegno dal mondo universitario e di esperti nazionali in materia elettorale (i docenti Alessandro Chiaramonte e Carlo Fusaro). Il fatto che anche il segretario del Pd di Firenze Patrizio Mecacci abbia apprezzato l’idea di farle insieme credo sia un ottimo approccio per realizzarle davvero. Uno o più election day destra e sinistra insieme sarebbero davvero una bella conquista per tutti.

Cosa farete qualora il vostro progetto dovesse fallire?
Se non iniziamo non le faremo mai. Il Pd per farle “serie” ci ha impiegato parecchi anni e ancora stanno rivedendo le regole. Se i grandi partiti del centrodestra non aderiranno (FdI, Lega Nord, oltre a liste civiche hanno già aderito) le faremo lo stesso. Anche se andassero cento persone a votare alle primarie sarebbero sempre molte ma molte di più di quelle che finora hanno scelto candidati sbagliati calati dall’alto.