I “Parody Accounts” su Twitter e il caso “@GianniCuperloPd”


Twitter, si sa, è un universo costellato non solo da “Twit-Star” ma anche da tanti “fake”, ovvero profili falsi spesso oggetto di compra-vendita fra gli utenti che più desiderano possedere una quantità rilevante di “followers” al fine, presumibile, di fregiarsi di un certo status e di una certa posizione di rilevanza sul sito di microblogging.

L’espressione più genuina e goliardica dei fake è rappresentata dai “parody accounts” di personaggi noti, soprattutto politici. I creatori di questo tipo di account spesso associano la stessa immagine del profilo reale traendo in inganno attori politici e giornalisti. In altri casi invece il contenuto dei tweet lascia presumere chiaramente il fine goliardico dell’account stesso. Fra i più seguiti, ovvero con più numero di followers troviamo @BeppeGrillo_M5S (2.657), @Letta_Premier (2.266), @SanSilviodaArcore (13.077),  @casaleggIo (40.278),  @GianniCuperloPD (2.295).

L’account fasullo di Beppe Grillo rientra fra quelli che hanno utilizzato la stessa immagine dell’account reale. Il contenuto dei suoi messaggi risulta provocatorio quanto quello di Grillo stesso come «da oggi il Pdmenoelle diventa ufficialmente PDL. #sfiducia» (19 Luglio) e verosimile come «Il libro “La Casta” è un’invenzione della Casta per farci capire che la Casta esiste» (26 Agosto).

Anche in @Letta_Premier appare la foto utilizzata anche dal “vero” Enrico Letta, anche se in questo caso l’intento parodico è specificato nella bio dell’account e dal nome “EnricoLetta il falso”. Come nel caso del “finto” Beppe Grillo il gestore di questo account invia contenuti ambigui ed ironici come « Provincia? No grazie» (6 Luglio) e « #secadeilgoverno continuo comunque a farmi chiamare premier» (12 Agosto).

Tantissimi follower per quegli account palesemente “parody” come @SanSilviodaArcore e @casaleggLo. I tweets di quest’ultimo, peraltro, sono stati raccolti dal gruppo di creativi autori in un libro da pochi mesi nelle librerie “Essere Casalleglo”. Tweet brevi ma divertentissimi «Basta fannulloni. Ambasciator porti anche pene» (14 Giugno) o «Pari opportunità. In giorni di pioggia Andrea e Giuliano incontrano un po’ chi gli pare» (15 Maggio). @SanSilviodaArcore ha puntato invece su quell’aurea quasi messianica che ha investito spesso il Cavaliere. Nella bio si legge infatti “santo dal 25 gennaio 1994” (giorno del discorso che annunciava la sua storica discesa in campo) e come sfondo, un riferimento simbolico –forse fra i primi che viene in mente pensando a B.- tante belle e provocanti ragazze. Richiami ironici alla personalità di Silvio si ritrovano nei tweet:

“Risultati prima giornata serie A timme: Comunisti 0–Roma 2” (25 Agosto).

@GianniCuperloPd merita una nota a parte visto che abbiamo il piacere di scambiare qualche opinione con il suo creatore, Davide Astolfi. Di seguito l’intervista. 

Come mai proprio Gianni Cuperlo?

Una sera di luglio ho cercato per curiosità Gianni Cuperlo su Twitter e non l’ho trovato. Avendo seguito l’epopea di tutti i fake, ho pensato subito che avevo trovato la mia opportunità per crearne uno di successo: avrei potuto dapprima spacciarmi per l’originale, scrivendo dei tweet “verosimili” per l’occhio non accorto e così conquistando l’attenzione, e poi mi sarei potuto specializzare nell’umorismo. Gianni Cuperlo era poi perfetto per altri due motivi: il PD produce quotidianamente occasioni d’ilarità e Cuperlo è il candidato al congresso che nell’immaginario pubblico simboleggia la custodia della tradizione della sinistra, che ha fornito negli anni tanta cultura, abitudini, atteggiamenti su cui le possibilità d’ironia sono sterminate. Incredibilmente il piano ha funzionato alla perfezione: il giorno stesso in cui l’ho creato molti giornalisti sono caduti nella trappola (ed anche molti politici, pur se con più discrezione) ed ho immediatamente utilizzato la bolla di notorietà che l’apertura dell’account e l’ambiguità sull’identità mi avevano elargito per sparare battute a raffica.

Hai lanciato, come tutte le “twit-star” che rispettano degli hashtag o dei tormentoni?

Ho cercato di creare dei “tormentoni” come “gli incubi da larghe intese”, “adoro sfogliare l’Unità quando..”, con il gusto del paradosso di inserire l’immagine della lettura dell’Unità nei posti e momenti più inopportuni, la serie “quando sarò segretario..”, in cui si annunciano conversioni e provvedimenti progressisti verso le cose più assurde. Il mio obbiettivo, comunque, non è infatti nuocere a Cuperlo o chiunque abbia potuto scegliere come soggetto del fake, ma fare ironia e riflettere tramite di essa col gusto del paradosso e della risata.

Il vero Gianni si è mai accorto di Te?

Il vero Gianni si è accorto di me subito, allo scoppiare, la mattina seguente la creazione del fake, della bolla di notorietà dovuta alla curiosità sull’autenticità del profilo o meno. Ricordo di aver letto un tweet di un parlamentare, in cui si diceva che il vero Gianni era molto divertito da questo fake: pertanto ho immediatamente scritto ad una mia cara amica con cui collaboro, la parlamentare del PD Anna Ascani, e lei ha pensato fosse simpatico rivelare al vero Cuperlo l’autore del suo fake. Appena è stata nota la mia identità all’originale, mi ha telefonato per salutarmi ed esprimere apprezzamento per l’ironia. L’unica cosa che mi ha chiesto è che ci teneva che io scrivessi un tweet in cui dicevo che il vero Cuperlo aveva apprezzato molto il suo profilo fake. Lo stile e la gentilezza del vero Cuperlo mi hanno davvero colpito.

Puoi raccontarci, per concludere, qualche episodio in cui altri politici o giornalisti ti hanno preso il “vero” Cuperlo?

Gli episodi di ambiguità sono stati numerosi, ma prima di enumerarli mi piace citare un caso in cui l’identità è stata colta ed usata con intelligenza: il mio più accanito retweetatore tra la platea dei politici è Matteo Orfini, che sembra molto apprezzare le mie battute paradossali sul PD e le sue contraddizioni. Casi di ambiguità sono stati innumerevoli, soprattutto nel mondo dell’informazione. Ricordo di aver compiuto, i primi giorni in cui gestivo il fake, un’imprudenza: aver scritto un tweet di commento all’attualità troppo verosimile. Questo è stato subito pescato e schiaffato in prima pagina da repubblica.it: di ciò mi sono molto dispiaciuto, visto che il mio intento non è giocare sull’ambiguità per creare disinformazione, ma usare la veste del fake per fare umorismo. Di questa lezione ho fatto tesoro ed ho cominciato a commentare l’attualità in maniera più paradossale possibile, confortato inoltre dal fatto che nel frattempo era stato creato l’account Twitter del vero Cuperlo e confidando che i casi di scambio di identità sarebbero scomparsi. Incredibilmente invece non sono diminuiti, fino a creare un gigantesco e buffissimo equivoco il giorno in cui si è tenuta, se non ricordo male, la penultima direzione del PD prima della pausa d’agosto: visto che si ventilavano primarie sotto Natale, avevo scritto in un tweet secondo cui la direzione avrebbe ratificato la separazione del candidato premier dal segretario da Babbo Natale e poi avevo scritto che mi sarei candidato a segretario vestito da Babbo Natale, con una slitta trainata da militanti. Non avrei mai creduto che le maggiori agenzie di stampa nazionali avrebbero preso per autentiche queste dichiarazioni, che quindi sono rimbalzate su tutti i siti d’informazione. Mi sono sentito l’Orson Welles de “noaltri” Attenti: la prossima volta Cuperlo annuncerà l’invasione aliena e voi gli crederete!!!

Ringraziando vivamente il nostro intervistato e accogliendo il suo “avvertimento”, ricordiamo che il vero Gianni Cuperlo ha successivamente aperto un suo account (peraltro pare rispondere spesso agli utenti), il 25 Luglio:

“Ci ho messo un po’. Ma alla fine ho deciso. Cosa? Attivare un account Twitter, ovvio. Cos’altro? Bentrovati e #buonecose”. La satira e l’ironia politica hanno riscontrano sempre un certo successo, in particolar modo fra gli utenti del web. Quindi che dire? Avanti il prossimo.