Idv: dopo le dimissioni da segretario, Di Pietro via anche dal simbolo


La modifica era stata annunciata durante l’estate e questo weekend (14 e 15 settembre a San Sepolcro in provincia di Arezzo, per la festa nazionale del partito) è stato presentato il nuovo logo dell’Italia dei Valori. I vertici avevano indetto un concorso al quale “i cittadini potevano partecipare all’iniziativa inviando le proprie proposte ad un indirizzo mail” creato ad hoc.

“Con il nuovo simbolo il partito diventa adulto” afferma il neo segretario Ignazio Messina, già responsabile nazionale degli enti locali. “Ripartiamo dalle origini, legalità e questione morale” prosegue il successore dell’ex pm ora presidente onorario. “Spersonalizziamo il partito” insiste Messina, che insieme a Leoluca Orlando aveva fondato La Rete.

L’Italia dei Valori, divenuto partito nel solo 2009, recava all’interno del proprio logo il nome dell’ex Ministro delle Infrastrutture sin dalla sua prima versione. Per le europee del 2004 era stato aggiunto anche il nome di Occhetto, per poi tornare alle origini prima nel 2005 e l’anno dopo ancora in maniera definitiva.

Nuova veste grafica che significa molto di più di un restyling estetico se si pensa che anche la dicitura del movimento ha sempre incluso al suo interno il nome del fondatore, dimessosi a fine giugno da presidente Idv durante il congresso straordinario tenutosi a Roma.

Nel logo circolare è rimasto l’ormai tradizionale gabbiano multicolore, presente sin dalla fondazione dell’Idv nel 1998, in alto a destra, mentre al centro compare la scritta “Italia dei Valori” nel grassetto nero che ha sempre contraddistinto anche le precendenti versioni. Lo sfondo rimane azzurro e sotto al nome del partito compare una sottile banda orizzontale tricolore, unico innesto insieme alla già citata mancanza del cognome dell’ex magistrato.

 Da segnalare anche la scomparsa del puntino di colore diverso sopra la lettera “I” del cognome dell’ex Ministro dei Lavori Pubblici, il carattere in grassetto in cui è scritto il nome del movimento che prima era destinato al cognome del politico molisano e lo sfumato bordo bianco che contorna il logo.

Un rinnovamento nella continuità che dovrà misurarsi con la mutata situazione politica, con il 10% dei voti ormai alle spalle da diversi anni e, Grillo permettendo, un elettorato da riconquistare. Senza Di Pietro, ma sempre insieme a Di Pietro.