Il sonno di Berlusconi: e se fosse strategia?


Da un po’ di tempo a questa parte ci viene raccontato da tv e quotidiani come il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si addormenti durante incontri formali e sedute parlamentari. Conosciamo i retroscena della sua vita pubblica e privata che ci consegnano un Premier molto attivo con poche ore di sonno alle spalle durante le sue notti di riposo. Il Cavaliere, il cosiddetto “uomo del fare”, è sempre impegnato tra cene, riunioni di partito, consigli dei ministri, viaggi all’estero, riunioni con associazioni di categoria e i bagni di folla per stringere le mani ai suoi elettori e simpatizzanti. E poi il crollo: vediamo un Berlusconi stanco, affaticato con la testa penzolante oppure con le mani in faccia per nascondere i segni della stanchezza tra smorfie e sbadigli.

Sarà mai possibile tutto ciò? Probabilmente sì, secondo uno sguardo incantato dalle sirene della comunicazione politica. Ma se vogliamo considerare la storia di Berlusconi, dove tutto è comunicazione e persuasione, potrebbe sorgere qualche dubbio. Infatti, il Premier si è sempre dichiarato un uomo operativo e che punta alla realizzazione degli obiettivi fissati in campagna elettorale. Un uomo “fuori dal palazzo”, contro i “professionisti della politica” il self-made man che “scende in campo” per un nuovo “miracolo italiano”.

Alla luce di tutto ciò potremmo elaborare un pensiero del genere: Berlusconi si addormenta perché per lui i discorsi istituzionali e i lunghi interventi parlamentari sono roba da politicanti o professionisti della politica. E’ come dire: mentre gli altri parlano, io (Berlusconi) porto avanti i fatti. Poi, si potrebbe dare un’ulteriore considerazione politico-comunicativa: i discorsi della sinistra fanno addormentare, mentre io, tra barzellette e arringhe varie a giudici e stampa, faccio divertire e persuadere i miei elettori. Infine, una considerazione ancora più profonda: ovvero quella relativa al corpo malato del leader. Un interessante testo di Federico Boni dal titolo “Il superleader” traccia la storia di un Berlusconi sotto i ferri della chirurgia, mentre viene preso da un attacco di “cacarella”, alle prese con la sua bandana e il trapianto di capelli o colto improvvisamente da un malore durante un comizio a Montecatini in campagna elettorale nel 2006. Ecco, a questo punto la mancanza di riposo potrebbe aggiungersi alla lista ed entrare di diritto nella spettacolarizzazione della politica che fa accendere i riflettori sulla sua figura martoriata ma alla fine vincente anziché sui temi del dibattito politico.

In conclusione, possiamo dire di aver offerto spunti per una maggiore analisi della fenomenologia di Berlusconi. Probabilmente non sapremo mai se siano veri o meno quei colpi di sonno che lo colpiscono durante i diversi momenti della sua vita politica. Proprio questo alone di mistero lo rende ancora più un personaggio fortemente comunicativo che nel bene o nel male fa parlare di sé.