La politica e il ritorno al passato


 

Con l’annunciato ritorno a Forza Italia, si arricchisce il paniere delle formazioni politiche che tentano di riposizionarsi e guadagnare consensi attraverso un ritorno a brand che hanno avuto successo nel passato. È lo stesso caso della Rete di Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, che ha riproposto un soggetto politico richiamando i fasti di vent’anni fa.

Subbugli e movimenti che si percepiscono anche dalle parti estreme del centro-destra: con un ritorno a Forza Italia, infatti, pare sia in discussione un ritorno ad Alleanza Nazionale. La strategia, a questo punto, punta su un’ipotesi di ‘spacchettamento’ della galassia di centro-destra così da ricalcare –altro ritorno al passato nella forma e nell’impostazione- il Polo e la Casa delle Libertà che legarono i destini di An, Forza Italia, Lega Nord e delle formazioni centriste nelle cavalcate elettorali del 1994, del 2001 e del 2006.

Il gusto del vintage risponde in primis all’esigenza di anticipare i tempi della riforma della legge elettorale. Con un ritorno, possibile, alle preferenze e –magari- con un sistema misto maggioritario (coalizione) /proporzionale (partiti), la ri-edizione di una coalizione forte su tutto il territorio con alleanze dislocate territorialmente, potrebbe funzionare. D’altro canto, il ritorno al passato punto a suscitare emozioni sopite e a risvegliare entusiasmi domati dagli anni della crisi. E, seppur per elezioni amministrative, i casi di Orlando e Bianco sono buoni perni su cui innestare le motivazioni di un ritono all’antico.

La strategia del “vintage” è attuata a trecentosessanta gradi: non solo il “brand”, ma anche gli uomini sono quelli di venti anni fa. Con lo ‘switch’ di un messaggio che dal cambiamento è passato all’affidabilità e all’esperienza, ingredienti necessari per amministrare in tempi di crisi.

Il ritorno al passato, però, porta con sé anche dei rischi: l’immagine che si restituisce all’elettorato rischia di essere percepita come appannata, di allontanare le fasce di elettorato che gravitano nel cosmo a 5 Stelle e di essere inchiodata sotto l’epitaffio di semplice “maquillage”. Gli addetti ai lavori avranno il compito di imprimere il giusto “spin” al vintage, imponendolo come una moda vincente ed evitando che resti un’operazione incompiuta.