L’autonomia di Acitrezza è 2.0


Acitrezza, si sa, è famosa per “I Malavoglia” di Giovanni Verga, lo scontro di Ulisse e Polifemo nell’Odissea di Omero, per il capolavoro neo-realista di Luchino Visconti “La terra trema” ma a tenere alto il livello del dibattito politico è il vento autonomistico che sta soffiando sugli scogli del paese alle pendici dell’Etna.

In verità, è una storia antica quella dell’autonomia trezzota: fin dal 1861 i Trezzoti hanno tentato di proporre la costituzione di un Comune autonomo, ovvero pochi giorni dopo la proclamazione dell’unità d’Italia che faceva cessare il dominio dei Borboni in Sicilia. Infatti era stato Francesco I Re del Regno delle due Sicilie ad  aggregare la comunità di Acitrezza al Comune di Aci Castello con un apposito decreto del 15 settembre 1828.

Le rinvedicazioni dell’autonomia continuarono nel 1881 con una apposita lettera rivolta al Re Vittorio Emanuele firmata dalla maggiornanza dei Trezzoti e ancora nel 1914 con il famoso “decalogo dei Trezzoti” firmato dall’Arciprete della parrocchia di Acitrezza Don Salvatore De Maria .

Infine, negli anni Cinquanta del secolo scorso e poi nel 2000 ci furono gli ultimi sussulti della battaglia autonomistica. Tuttavia l’assenza di strumenti normativi specifici, non ha mai consentito la realizzazione di quella che i trezzoti vedono come una naturale condizione per la loro cittadina, che è stata concepita autonoma ed autosufficente dal suo stesso fondatore, il Principe Stefano Riggio nel 1672.

Oggi, grazie alla legge regionale 302000, si torna a riparlare concretamente di autonomia grazie al comitato Sostenitori Acitrezza Autonoma e al movimento civico CSA – Cambiamento Sviluppo Autonomia.

Pane&Politica ha intervistato i rappresentanti Antonio Castorina per il Comitato Sostenitori Acitrezza Autonoma e Giovanni Grasso per il CSA Cambiamento Sviluppo Autonomia per capire gli aspetti legati strettamente alla comunicazione politica dei due movimenti che oggi passa in maniera imprescindibile dal web ma senza tralasciare il contatto reale con i cittadini.

– La creazione del “Comitato Sostenitori Acitrezza Autonoma” non rischia di frammentare i canali di comunicazione per la valorizzazione di Acitrezza?
“Crediamo che la costituzione del CSAA sia volta verso la valorizzazione totale di Acitrezza, il nostro paese merita di essere al centro dell’attenzione per tutta la storia e la cultura che gli appartengono e pertanto il modo migliore per esaltarle al massimo è costituire un Comune Autonomo”.

– Come nasce l’idea dei video virali per l’autonomia di Acitrezza?
“Dovevamo trovare mezzi per comunicare in modo efficace l’idea. Da esperienze precedenti siamo stati subito ispirati dai messaggi inclusi in filmati “famosi” che potevano dare forte sostegno alle idee che vogliamo rappresentare. Grazie alla forza dei social network, attraverso la pubblicazione dei video, pensiamo di poter raggiungere una grande fascia di popolazione ed innescare il tam tam necessario per sostenere l’iniziativa e arrivare al referendum raggiungendo il risultato sperato”.

– Quali altri strumenti utilizzerete nelle prossime fasi della campagna di comunicazione?
“Oltre ai già citati social network abbiamo intenzione di fare anche una campagna comunicativa “faccia a faccia”, distribuendo volantini cartacei casa per casa e iniziando a breve delle manifestazioni e degli incontri pubblici per sensibilizzare i Trezzoti per ascoltare i pareri e condividere insieme il tema dell’autonomia di Acitrezza”.

–  Quale strategia comunicativa sta alla base del nuovo nome del Movimento Civico CSA – Cambiamento Sviluppo Autonomia?
“Chiaramente il nome prende spunto dall’iniziativa di base che si vuole portare avanti, l’autonomia di Acitrezza. Partire già dalla denominazione e dal logo per trasmettere immediatamente e in modo chiaro i simboli degli ideali che ci rappresentano è da sempre lo strumento di comunicazione che ci caratterizza. Pochi fronzoli, la gente vuole sapere chi sei, cosa pensi e dove vuoi arrivare, in tre parole abbiamo cercato di sintetizzare il tutto”.

– Quanto è sentito il tema dell’autonomia ad Acitrezza?
“E’ una storia lunga quasi 200 anni. Sono stati in migliaia gli attori di questa missione, proposta e sostenuta da politici, preti e gente comune che in cuor loro hanno creduto che vi fossero motivi fondati per dare la possibilità ad Acitrezza di autogovernarsi e deciderne responsabilmente le sorti”.

– La presenza di diversi soggetti politici “autonomisti” è un rischio o un’opportunità?
“E’ inutile nascondersi dietro un dito, la presenza di diversi soggetti può creare degli squilibri e degli antagonismi, ma è altrettanto probabile, secondo il nostro parere, che può stimolare una forte spinta verso il raggiungimento dell’obbiettivo comune”.

– Quali strumenti usate per comunicare con l’elettorato?
“In sinergia con il CSAA con il quale possiamo definirci “quasi” un unico organismo, condurremo una campagna serrata su tutti i fronti, sfruttando le nostre capacità e competenze in campo di comunicazione. Da internet attraverso siti e social network alle piazze, alle singole abitazioni, agli incontri in strada, ogni luogo, reale o virtuale, sarà il nostro campo d’azione per innescare la diffusione virale delle idee che stanno a sostegno dell’iniziativa Acitrezza Comune. La missione è quella di raggiungere tutti i Trezzoti affinché possano essere informati dei pro e dei contro e possano fare una scelta ragionata, non solo dettata dal cuore”.

 

Insomma, pare ormai che il web sia la chiave del successo per veicolare i propri messaggi. Tuttavia, rimane importante il contatto diretto con i cittadini-elettori. Proprio le recenti elezioni amministrative e i referenda su acqua, nucleare e legittimo impedimento hanno dimostrato che le suddette “armi” possono dare grossi risultati.

La storia si ripete e chissà se il vento del cambiamento possa soffiare pure sul ridente paese della Riviera dei Ciclopi.