Matteo Renzi, vincitore indiscusso di Facebook


 

Da anni gli studiosi del web e in particolare dei social network stanno cercando di capire se l’aumento di interesse generato dai candidati politici su internet produce un proporzionale incremento del numero dei voti alle elezioni.

Se così fosse, Matteo Renzi vincerebbe le Primarie del Centrosinistra.

Sorprendono infatti i numeri rilevati nel web negli ultimi cinque giorni.

Nella settimana che precede il ballottaggio tra Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani, i dati rilevati su Facebook, il social network più famoso ed utilizzato nel mondo, parlano chiaro.

Dal 26 novembre ad oggi, Renzi ha raccolto 20.686 fan, mentre il Segretario del PD Pier Luigi Bersani 1.180. Traducendo questi dati in percentuali, il divario tra i due appare più evidente: negli ultimi cinque giorni, i fan di Renzi sono cresciuti del 9,4%, mentre l’aumento per Bersani è stato dell‘1,4%, dunque quasi 7 volte in meno del Sindaco di Firenze.

Questo gap si restringe se si osservano i dati nel lungo periodo. Infatti, dall’8 ottobre, data di inizio delle rilevazioni, Renzi ha avuto un incremento del 28,2%, passando da 160.838 fan a 223.939, mentre Bersani ha ottenuto un aumento del 10,4%, passando da 76.177 fan agli 84.976 di oggi, dunque tre volte in meno del suo oppositor.

Renzi, a due giorni dal ballottaggio, ha visto dunque un’ ascesa esponenziale nel numero di fan e di interazioni (“mi piace”, commenti a foto e post, post in bacheca spontanei, condivisioni) su Facebook.

L’arma principale del Sindaco di Firenze sembra essere proprio l’engagement, ovvero la capacità di coinvolgere ed appassionare i suoi contatti, rappresentati per la maggior parte da giovani.

I dati aggiornati ad oggi evidenziano come il 21,3% dei contatti di Renzi interagiscano con la sua fanpage ufficiale, mentre per quanto riguarda Pier Luigi Bersani i contatti che “ne parlano” sono 7.196, vale a dire che si registra solo una percentuale dell’8,4% di interazioni con la sua pagina Facebook.

Le potenzialità del web 2.0 sono pressoché infinite e stanno rivoluzionando la società e tutto quello che gli ruota intorno, anche la politica. Occorre adeguarsi a queste nuove logiche di comunicazione ed interazione trasparente e aperta e di “democrazia diretta” in un’ottica bottom up in grado di coinvolgere tutti gli utenti nella progettazione e nella gestione dei contenuti.

Ora rimane da capire quanto questi dati rispecchino la realtà e dunque l’intero elettorato e non solo gli internauti.