Non mi piacciono, ma li voto!


C’e qualcosa che proprio non mi torna. Fino a qualche settimana fa infatti, molti cittadini dichiaravano il loro “disprezzo” della classe politica italiana. Un dato questo confermato anche da molti sondaggisti.

I risultati delle ultime elezioni amministrative invece hanno dimostrato qualcosa di particolarmente diverso: l’affluenza alla urne, infatti, e’ stata abbastanza buona e in alcune zone del Paese, vedi al nord, la percentuale rispetto alle precedenti elezioni, e’ stata di poco inferiore. Questo dato, e’ stato inoltre confermato sia al referendum del 12 e 13 giugno in cui dopo anni, i quesiti hanno superato abbondantemente e al di sopra di ogni più rosea aspettativa il fatidico quorum, sia domenica 19 dove il “sacro prato” di Pontida ha fatto registrare il tutto esaurito, superando anche gli ottimi risultati degli ultimi anni.

A questo punto, dunque, c’e qualcosa che non coincide: il numero di coloro che dichiarano il loro poco apprezzamento per la nostra classe dirigente, continuano ad aumentare, ma la percentuale di coloro che si recano alle urne non diminuisce nella stessa percentuale con cui aumentano i “ribelli” della politica. Una mia interpretazione e’ che comunque molte di queste stesse persone, spesso si recano ugualmente a votare anche se con poca voglia e con molta fatica. Sempre i sondaggisti infatti dichiarano che molti elettori decidono di andare alle urne nelle ultime settimane e soprattutto negli ultimi giorni. Questo comportamento comunque da’ una spiegazione poco confortante. Il momento del voto infatti dovrebbe essere vissuto con grande entusiasmo e speranza, coscienti di poter influire realmente sulle scelte dei futuri rappresentanti.

Oggi dunque siamo in una fase intermedia, quella in cui (molti) cittadini sono stufi o comunque poco entusiasti dei loro politici. Abbiamo quindi lasciato alle spalle la prima fase, quella migliore, in cui la politica aveva un grandissimo apprezzamento del popolo. In una situazione del genere possono succedere tre cose: rimanere nella stessa situazione. Idea questa poco credibile. Sperare che si torni in fretta alla prima fase. Anche questa possibilità e’ poco probabile perché uno dei due protagonisti dovrebbe cambiare atteggiamento. L’ultima e’ quella che potrebbe vedere una coincidenza tra aumento del rifiuto alla politica e diminuzione della percentuale dei votanti.. Possibilità negativa e assolutamente triste… ma anche quella più verosimile!