Pinterest: più una risorsa che un gravame per la comunicazione politica


 

Pinterest negli ultimi tempi ha riscosso un enorme successo, cosi come dimostra l’infografica, chiaramente dopo Facebook e Twitter, con la presenza di 13 milioni di utenti (in costante aumento). A differenza di questi ultimi, Pinterest pero’ non riesce a capitalizzare in termini di  profitto lo share acquisito, sia per scarsa consapevolezza degli addetti ai lavori (le imprese) che non riescono a sfruttarlo in termini di marketing, sia per un “digital divided” (sopratutto in Italia)non da poco.

Tuttavia la recente storia ci consegna la strategicità del suddetto social network anche in settori professionali come quello relativo all’’organizzazione del consenso politico. Mi riferisco per l’appunto alle stategie di marketing politico elettorale finalizzate a garantire l’engagement tra il candidato e il suo potenziale elettorato; si tratta di tecniche di visual marketing che costituiscono una parte imprescindibile del management della comunicazione politica. Ma vediamo di entrare nello specifico.

L’ elemento che caratterizza maggiormente la natura di Pinterest risiede nella straordinaria originalità delle caratteristiche che attengono alle modalità d’interazione tra gli utenti. Infatti dato per scontato cosa e’ una board( per inciso una bacheca virtuale dove postare i contenuti che vogliamo sottoforma di immagini, video,foto), con Pinterest l’ utente ha la possibilità di seguire anche una singola pin board creata dagli altri utenti senza la necessita’ di following dell’intero profilo(differenza con tutti gli altri social network).Traslando tale fattore nel’approccio di marketing, l’azienda o l’ente sono investiti di una doppia missione: da un lato,contribuire alla creazione di un brand che rifletta il più possibile le aspettative del suo pubblico( a ciò si deve aggiungere un titolo attraente e delle immagini stucchevoli “);dall’altro ciò richiede l’adozione di una strategia digitale integrata(sincronizzazione dei contatti di facebook,twitter e google plus).Obiettivo: gli utenti apprezzeranno con i loro repin o like facendo aumentare i follower  e la visibilità dell’utente.

E’ un pò quello che è successo nelle presidenziali americane lo scorso anno. La prima (social) media campaign in assoluto, per l’appunto definita 2.0 .

Potenzialmente Pinterest, alla stregua e in certi casi molto di più di Facebook e Twitter, ma sopratutto del principale competitor Instagram, potrebbe costituire un volano per l’evoluzione della comunicazione politica, integrata sinergicamente con le convenzionali tecniche tipiche dei mestieri della politica: l’arte dello storytelling, la figura dello spin doctor, i comitati elettorali e così via, senza perdere di vista la mission dell’intero processo: condurre il fruitore (elettore) fin dove il treno della memoria affettiva sgorga. Del resto Obama docet.