Primarie PD, intrattenendo confrontandosi

Un’ora e mezza di domande e risposte, rigorosamente cronometrate per cercare di convincere, persuadere, e forse anche a far cambiare idea agli italiani che sono tutti invitati, senza discriminazioni di orientamento politico -possono partecipare anche i non tesserati-, a votare l’8 dicembre il segretario del Partito Democratico.

Abbiamo assistito ad un confronto senza spettacolo, ad un’ora e mezzo di intrattenimento politico senza colpi di scena particolari, senza urla, senza insulti. In altri termini “democratico”. Un clima abbastanza sereno fra Gianni Cuperlo, Matteo Renzi e Giuseppe Civati che hanno cercato di dimostrare, ognuno a modo proprio, il loro X-Factor.

Cuperlo si è contraddistinto, e confermato, come l’uomo dall’anima nostalgicamente comunista, colui che ha un’idea nobile della politica. Una politica fra etica e morale, una politica ispirata a Berlinguer. L’analogia con Bersani è sembrata palese nel ripetersi della parola lavoro. Gli ultimi dati Istat sono allarmanti, è vero, disoccupazione alle stelle. Ma neanche Gianni è stato capace di spiegare, in che modo si intenda creare occupazione.

Civati che, come già espresso altrove, non è mai stato un grande uomo da salotto televisivo, pare abbia ricevuto il gradimento del pubblico. Una buona performance che magari avrà fatto ammettere ai competitor, ed ai loro sostenitori, la qualità delle sue argomentazioni ma che in realtà potrebbe mantenere inalterati gli orientamenti di voto.

Infatti, secondo alcuni sondaggi (o pseudo tali) che sono iniziati a circolare online a fine trasmissione, il candidato più gradito rimane sempre Matteo Renzi, il quale ha cercato di legittimarsi agli occhi degli spettatori come Sindaco quindi come colui che già nella sua città a livello amministrativo fa “cose concrete”.

Il candidato degli slogan come “La tecnica ha distrutto l’Europa, la politica può salvarla”. Ma soprattutto si è confermato come il Renzi della speranza. Speranza è infatti il frame principale della sua narrazione che, a proposito di cose concrete, ben si differenzia dal partito degli elettori “dei ragazzi e delle ragazze”di Pippo Civati, e ancor di più dal partito bello e democratico del nostalgico Cuperlo.

Da notare in merito al parere sul governo, Gianni e Matteo hanno promosso l’operato di Enrico Letta, duramente contestato –anche se non è parsa una novità- da Civati che si è posto nel suo partito sempre come voce fuori dal coro in merito alle scelte del Premier. Opinioni comuni riguardo questioni come il reddito minimo di cittadinanza, matrimoni ugualitari, scuola e ricerca.

Tendenzialmente i tre profili sono apparsi coerenti con i rispettivi programmi proposti e con le caratteristiche raccontante il mese scorso nella rubrica “suPerTuesday”. Resta da capire, ancora una volta, se questo confronto abbia contribuito a fare cambiare idea a qualche indeciso o se ha semplicemente teso a rafforzare le opinioni degli spettatori.

Infine, ma non meno importante, rimane ancora più incerto il ruolo degli utenti online, che discutono e commentano e soprattutto esprimono le loro preferenze.

La rete se da un parte può essere legittimata come una nuova opinione pubblica, d’altro canto non rappresenta altro che una porzione di quell’opinione pubblica che si esprime anche online. Un pubblico, sempre quello, che ha trovato una nuova piazza dove confrontarsi.

La partita sembra ancora tutta aperta, soprattutto in virtù del gradimento espresso ieri fra gli spettatori e gli utenti online, fra Renzi e Civati. Una partita, sostanzialmente, che pare una revisione della Leopolda quindi. Quella di qualche anno fa.