Questioni di framing

 

Le parole sono importanti si direbbe. Le esternazioni di Padoa-Schioppa sono uno degli esempi di come una precisa scelta dei vocaboli possa condurre alla definizione di un problema o questione sociale entro una cornice di senso favorevole e che rispecchia gli interessi di chi la propone.

La definizione di “bamboccione” come “giovane, già in età adulta, che continua a vivere con mamma e papà” (ormai riportata anche dal dizionario Zanichelli) – ripresa in seguito dal ministro Brunetta – getta un’ombra di negatività su quei giovani – di solito precari o senza lavoro – celando il fatto che spesso  rimanere a vivere con i propri genitori non sia per loro tanto una scelta, quanto una costrizione dovuta alle difficili condizioni economiche.

Il “tesoretto”, l’extragettito fiscale ottenuto grazie alla lotta all’evasione, fu per mesi protagonista delle cronache nostrane. Dove sarà destinato? Che ne sarà del tesoretto? Così questo vezzeggiativo divenne la bandiera del Governo Prodi e una parola comune nel lessico politico e non solo.

L’”esaltazione” delle tasse gli attirò diverse e forse eccessive critiche in quello che rimane un Paese in cui l’imposizione fiscale è vista come gravosa e inutile (e in cui i servizi offerti sono spesso percepiti come carenti e inadeguati).

Il framing adottato dal ministro lo rese un personaggio discusso, in molti casi osteggiato anche da quella parte del Paese che i colori del governo di cui faceva parte avrebbero dovuto rappresentare.

Oggi il suo nome rimane legato più che a una serie di politiche attuate, alle parole pronunciate in tv durante il programma di Lucia Annunziata, segno di come ai nostri tempi i media giochino un ruolo fondamentale in quelle che sono le definizioni dei problemi al centro della battaglia politica.