Renzi in Direzione PD: la lista trasparente della concretezza

Esordisce con un argomento a lui molto caro, la trasparenza. Ovvero la volontà e necessità (visti gli scandali che hanno interessato la politica) di rendere pubbliche e trasparenti non solo le spese del Pd, bensì della pubblica amministrazione in generale. Coerentemente con la sua predilezione per la rete, tutto dovrebbe essere pubblicato online.

Segue, sintetizzando il lavoro fatto fino a questo momento, quindi i luoghi che ha visitato, tra i quali la Terra dei fuochi e Lampedusa, nonché gli incontri con i sindaci e con i deputati ed i senatori.

Evidenzia la sua attenzione alla parità di genere, riferendosi alla composizione della Direzione, voluta con egual numero di donne e uomini.

A questi “avvisi parrocchiali”, come egli stesso li definisce e che decide di anticiparli, sottolineando la sua predisposizione al cambiamento, il suo discorso si sposta su argomenti più caldi, quelli che hanno caratterizzato la sua campagna elettorale, che si ritrovano sui giornali e che dovrebbero diventare centrali nell’agenda politica e di governo. I temi sono tre, due provvedimenti di riforma Costituzionale, ovvero Riforma del Titolo V ed abolizione del Senato elettivo ed uno di riforma elettorale.

Il segretario del PD afferma di sentirsi vincolato a questi ed ad altri temi, proposti alle Primarie, poiché se non li rispettasse, non risulterebbe più credibile agli occhi degli elettori.

Ribadisce che è disponibile a discutere con tutte le forze politiche e quindi, riferendosi a coloro che hanno suscitato la polemica inerente al suo possibile incontro con Berlusconi, anche con Forza Italia. Per sottolineare come non sia giusto che una maggioranza prenda provvedimenti senza consultare le altre forze politiche, richiama casi di altri esponenti del suo partito che nel 2005 sollevavano la sua stessa idea.

Renzi però non è, o almeno così si mostra, un tipo che si fa “calpestare” dagli altri, ed è proprio per questo che sin dall’inizio mette in chiaro alcuni paletti che non possono non essere rispettati, primo tra tutti il premio di maggioranza, per garantire la governabilità.

Sintetizza la sua idea di L. elettorale in quello che potremmo definire essere diventato un suo slogan, cioè: “deve essere chiaro chi vince, chi vince governa e lo fa per 5 anni”. Questo modello darebbe la possibilità ai cittadini di identificare il responsabile o il colpevole, in base all’aver realizzato o meno qualcosa, nonché permettere la stabilità.

Ritorna anche a chiarire il tema del rapporto con il governo, ribadendo la sua volontà a sostenere e consigliare il governo, fino a quando questo sarà in grado di superare l’immobilismo e di andare avanti, portando a termine i progetti. Incalza il governo affinché esso sia pronto a “raccontarci visioni ed orizzonti”.

Conclude con un tema molto sentito dagli italiani, ovvero il lavoro. Menziona l’attuale livello di disoccupazione, aprendo una finestra su quanto fatto dal partito democratico in passato, il quale ha speso dei soldi per la realizzazione di volantini che denunciavano il livello di disoccupazione durante il governo Berlusconi, il quale era comunque più basso di quello odierno. Propone quindi in maniera convinta una semplificazione della burocrazia, la quale rallenta ed ostacola la crescita del nostro paese. Questo, secondo il Segretario del PD, permetterà a chi ne ha voglia e crede nell’Italia di investire, sbloccando quella ricchezza che oggi è “impaurita e rannicchiata”. Solo così non si butterebbero via altre occasioni. Insomma il suo è sicuramente un messaggio di speranza e di chi crede nelle potenzialità italiane.

Matteo Renzi sa bene che se da sfidante, anche se insider, è riuscito ad attrarre molti elettori, con una lista di cose da realizzare, ora che è lì a ricoprire un ruolo così importante, non potrà limitarsi a parlare di “cose concrete”, ma dovrà metterle in atto. Se il Pd e lui stesso vorranno restare credibili, dovranno portare a termine gli impegni presi.

È egli stesso infatti ad affermare che se il Pd non realizza le riforme e non porta a casa alcuni risultati, la responsabilità del fallimento sarà attribuita a loro. Letteralmente, riferendosi al Pd dice che verrebbero “spazzati via”.

Renzi è conscio della responsabilità e del ruolo che ricopre e non ha intenzione di perdere la fiducia che non solo elettori di centro sinistra hanno riposto in lui. È un uomo ambizioso, come lui stesso più volte ha dichiarato. È stato in grado di intercettare il bisogno di cambiamento desiderato dagli italiani. Si è presentato e continua a rappresentare un elemento di rottura con la politica tradizionale, con gli anni passati, caratterizzati da fallimenti collettivi, ma anche un politico nuovo, al passo con i tempi. La sua predilezione per la comunicazione 2.0 gli ha permesso di capire la voglia degli italiani di dialogare e di partecipare alla vita politica.