Selfie e politica

 

A circa un anno di distanza, un nuovo selfie-gate è caduto proprio sul tetto della Casa Bianca, obbligando i legali del Presidente a vietare qualsiasi tipo di scatto rubato in compagnia di Barack Obama.

Cosa è successo? Il giocatore di baseball David Ortiz si avvicina al Presidente americano con una maglietta della sua squadra e gli chiede di scattare con lui una foto usando il suo Galaxy Note 3. Detto fatto, la foto è perfetta e Ortiz la pubblica su Twitter. Fin qui nulla di strano, se non fosse che lo sponsor della squadra di Ortiz è proprio la Samsung che, vista e piaciuta la foto, decide di pubblicarla sul suo sito per pubblicizzare il telefonino di sua produzione. Obama testimonial di una società coreana? Impensabile ovviamente e qui nasce il caso.

Se un tempo si chiedeva ai personaggi famosi un autografo, ora i giovani non hanno dubbi e scelgono l’autoscatto. Così non stupisce che alcuni ragazzi abbiano fermato Papa Francesco e gli abbiano chiesto una foto, magari stupisce maggiormente che, contrariamente a qualsiasi protocollo della Santa Sede, il Pontefice abbia volentieri accettato, ridendo e scherzando con i ragazzi.

La moda selfie ha toccato vari personaggi noti dal pubblico, non ultima la direttrice della rivista Vogue, Franca Sozzani che ha postato su Instagram il suo personale selfie che la ritrae con Renzi e gli stilisti Dolce e Gabbana. Pensiamo poi a Sasha a Malia Obama, che ammazzano la noia di una lunga giornata pubblica autoritraendosi oppure Bill Gates che pubblica sul suo Twitter un curioso selfie con Bill Clinton.

Insomma, la moda selfie non poteva non toccare la comunicazione politica e farsi ritrarre dai propri “follower” è diventato moda anche perché la visibilità è assicurata.

Il segretario di stato statunitense John Kerry viene scovato dal giornalista Pascal Vicedomini in un ristorante romano e immediatamente scatta la fotografia che sarà subito postata su Twitter.

Non sempre però, questi scatti hanno un esito positivo. L’atleta canadese Brittany Schussler è riuscita ad ottenere un autoscatto con Vladimir Putin e subito postato su Twitter, ma le numerose critiche che ne sono derivate riguardanti il suo sostegno al presidente russo, l’hanno convinta a rimuoverlo dalla bacheca.

La direzione della comunicazione politica italiana, ma non solo, appare spingersi verso un unico target, l’immagine. La scarsa propensione per la lettura e, d’altra parte, l’appiattimento sempre più evidente dei programmi politici che sembrano spesso uno il ricalco dell’altro, portano gli elettori a votare più “di pancia”, scegliendo un’immagine vincente che una vera analisi politica.

Fu Silvio Berlusconi il primo ad accorgersene in tempi passati, quando ancora di selfie non si parlava, unendo alla politica uno studio molto attento della sua immagine, per certi versi ora anche Matteo Renzi ha adottato una tecnica simile seppur ovviamente adattata ai tempi attuali e alla più giovane età. Moltissimi i selfie lanciati sui social dai suoi sostenitori che lo seguono durante gli incontri pubblici.

Se poi sarà solo una moda passeggera, sarà il tempo a deciderlo.