SPIN(E): la campagna in Campania


Politica per bene, politica per tutti”. E’ questo l’headline che campeggia sul sito web (www.pinapicierno.it) dell’onorevole Pina Picierno, candidata in Campania 2 per il Partito Democratico. Null’altro ma, soprattutto, nulla di nuovo. Null’altro, beninteso, se analizziamo la comunicazione e il posizionamento elettorale della candidata che, ad oggi, sono alquanto insipienti, per non dire inesistenti. 

Nulla di nuovo, perchè, la Picierno utilizza già questo claim da qualche anno riciclandolo in diverse pubblicazioni (report annuali 2010 e 2011).

Un claim, per dirla tutta, “con la puzza sotto al naso”, intrinsecamente dicotomico: da una parte, la politica clientelare, nepotista, amorale e peccatrice, dall’altra, la politica legalitaria, ugualitaria, meritocratica e vergine, che colloca chi lo adotta automaticamente e autoreferenzialmente dalla parte dei buoni e tutti gli altri a far la parte dei cattivi e degli impuri. 

A mio avviso il claim è anche debole da un punto di vista semantico e strutturale. La politica dovrebbe essere geneticamente per tutti e per bene (inteso come onestà e tutela degli interessi collettivi), fare dell’egualitarismo e dell’onesta la propria bandiera dell’agire politico è un po’ come scoprire l’acqua calda.
In campagna elettorale i cittadini “vogliono”, seppur lo negano, promesse (abolizione IMU, riduzione parlamentari, riduzione delle tasse, maggior occupazione) senza badare tanto alla loro concretezza. In questo messaggio della Picierno manca del tutto l’appeal, l’attrattiva, la complicità con l’elettore.

Manca del tutto, guardando il sito e i due profili social, facebook e twitter, uno straccio di comunicazione elettorale. C’è, al contrario, una continuità con l’azione e l’attività parlamentare. Se da un lato, questa impostazione è utile per rimarcare una “bonaria” differenza tra parlamentari uscenti e candidati di primo pelo, dall’altro può rivelarsi anche un boomerang in quanto l’elettore, anche quello più critico, polemico, apartitico, aspetta con impazienza di ricevere le lusinghe di questo o quel candidato.

Diversamente, non vorrei che la Picierno abbia scelto un profilo basso, una voluta continuità con l’esistente, cullandosi sul discreto piazzamento ottenuto in lista (è nona!) quindi con una (ri)elezione quasi sicura. 
Prima di dare un giudizio definitivo, però aspetto di vedere nelle prossime due settimane se ci sarà o meno un cambio di rotta, altrimenti, la Picierno non può che ritrovarsi un bel quattro in pagella.