Tasse e sinistra: coppia di fatto


Le prime scelte di Giuliano Pisapia, nuovo sindaco di Milano, sono andate in una direzione molto chiara: aumento del prezzo del biglietto per il trasporto pubblico e aumento dell’addizionale Irpef. Due misure che significano una parola sola: tasse. Nuove tasse, per essere precisi. Ancora una volta, la sinistra, sia se che si tratti di un’amministrazione locale che a livello nazionale, non riesce a scrollarsi di dosso la fama -tutta negativa- di tassatrice degli italiani. 

La motivazione, che torna come uno stanco ritornello, accampata dagli amministratori appena insediati punta il dito contro la precedente amministrazione colpevole di aver nascosto buchi di bilancio molto consistenti. Motivazione a cui non è sfuggita la coppia Pisapia-Tabacci (sindaco e assessore al Bilancio del capoluogo lombardo), che ha cercato la sponda anche nei tagli agli enti locali previsti dalla manovra finanziaria del Governo. Questa strategia comunicativa, sebbene possa fondarsi sulla verità, non trova però la sua efficacia nel riscontro con l’opinione pubblica.

I partiti di centro-sinistra si sono lasciati coinvolgere in una ‘spirale della tassazione’ in cui sembra inevitabile che, una volta vinte le elezioni, devono infliggere nuove tasse. Se, in un primo momento, il refrain deila colpa delle precedenti amministrazioni puo’ funzionare ed anzi rende il nuovo arrivato come un eroe immaginifico che cerca disperatamente una scialuppa di salvataggio, in un secondo momento l’abuso della motivazione la svuota di significato. E l’addossare la colpa a chi “c’era prima” è diventata una prassi talmente consueta da aver perso la sua paternità partitica o di area politica.

Alla sinistra, così, non rimane che la paternità -tutt’altro che positiva- dell’introduzione di tasse, sempre nuove e necessarie. In questo caso, occorre innanzi tutto riuscire a divincolarsi dall’eterno ritorno comunicativo che segue lo schema “colpa altrui -costrizione ncessaria” e cercare nuove formule linguistiche e comunicative che arrivino dirette all’opinione pubblica. I mezzi a disposizione sono tanti: spiegare ai cittadini le proprie scelte e le cause di queste è possibile seguendo diverse strade, a partire dall’usare un linguaggio più semplice e lontano dal burocratese numerico. Puo’ bastare un effetto, lo spin giusto perché la palla curvi in modo diverso e non si riveli, per l’ennesima volta, un boomerang.