Temi di lotta e di governo

 

La scissione all’interno del Pdl e di Scelta Civica ha dato vita a nuovi equilibri politici e governativi, con l’uscita di Forza Italia dall’Esecutivo. A ciò è seguito un riposizionamento dei partiti sulle tematiche politiche ed economiche anche in vista delle prossime elezioni europee che, come spesso accade, saranno giocate su questioni più nazionali che comunitarie.

L’Ue e le sue politiche saranno al centro di un referendum, tra partiti europeisti ma critici e partiti antieuropeisti tout court. Referendum sull’Europa che sarà collaterale al dibattito nazionale che connota la competizione elettorale europea. La compagine governativa composta da Pd, Ncd, Scelta Civica e Udc continua a rimarcare la contingenza del contesto economico e l’urgenza di procedere spediti sul cammino delle riforme istituzionali.

All’interno della maggioranza si possono comunque rilevare dei distinguo: in vista del congresso del prossimo 8 dicembre, le anime del Partito Democratico provano a riposizionarsi dopo aver votato la decadenza di Berlusconi. Da un lato Renzi conferma l’appoggio al governo pur vincolandolo a precisi impegni programmatici, dall’altro Civati manifesta l’esigenza di tornare al voto subito. Cuperlo fatica, invece, a trovare una propria linea che gli consenta di differenziarsi dai suoi competitor. Il Pd, nel complesso, appare avviluppato nel dibattito congressuale ed incapace di comunicare idee chiare su tematiche precise.

D’altra parte, i Dem governativi fanno riferimento diretto al Premier Enrico Letta che, per la carica istituzionale ricoperta, cerca di far proprie ed abbracciare diverse issues.

Nell’area di centro-destra, dopo la fuoriuscita di Fi dal Governo, il riposizionamento sull’agenda politica è più netto: Alfano ha posto al centro della propria azione di governo il lavoro –così come ribadito in un’intervista a la Repubblica- provando così a far propria una tematica tradizionalmente di sinistra e declinandola secondo i valori dell’area di riferimento.

Berlusconi e i suoi confermano la “proprietà” (ownership) sulla issue fiscale, rafforzandola ulteriormente con l’uscita dalla maggioranza motivata -ufficialmente- con il “no” alla legge di stabilità, ritenuta un nuovo strumento tassativo. In vista delle prossime elezioni europee, il consolidamento delle proprie tematiche e il tentativo di farne proprie delle altre sarà cruciale per la conquista del consenso dell’opinione pubblica.

L’orizzonte di una competizione elettorale trasformata in un referendum sull’Europa potrebbe giocare a favore dei partiti oggi all’opposizione e costringere quelli di governo ad uno sforzo di comunicazione ulteriore per adeguare il proprio messaggio ad un’idea di Unione europea che, ad oggi, non suscita entusiasmo.