Un personaggio in cerca di autore


La politica inglese ci ha regalato negli ultimi vent’anni alcuni dei punti di riferimento maggiori per coloro che s’interessano di politica, comunicazione e campagne elettorali. Oggi queste figure sono un po’ sbiadite: Steve Hilton, lo stesso ex-spin doctor di David Cameron, al momento insegna a Stanford, e pare che lo paghino molto bene. Dei successivi non parliamone neppure, sia Andy Coulson che Craig Oliver sono finiti sotto i riflettori degli implacabili tabloid inglesi per svariati scandali, più o meno gravi e “murdochiani”.

Ma c’è un personaggio, un gentiluomo, che è scomparso nel novembre del 2011, e che avrebbe ancora tanto da insegnare ai giovani che scalpitano tra Westminster e Whitehall. Philip Gould, who else? Personaggio più schivo degli altri due fenomeni del Labour degli anni ’90 (Lord Mandelson e Alastair Campbell), il sondaggista preferito da Tony Blair (ma guai a definirlo semplicemente così) è stato uno dei principali artefici della vittoria del Labour dopo circa vent’anni di predominio conservatore e thatcheriano. Ammalatosi di tumore all’esofago, ha lasciato alcune testimonianze molto forti sulla malattia, come questa che si può recuperare su Youtube.

Un’altra testimonianza, altrettanto significativa, è quella riguardante la sua carriera politica e (ma forse le due cose coincidono) la sua vita. Nel volume “The Unfinished Revolution – How the modernizers saved the Labour Party” Gould è riuscito a rendere un’idea molto bene abbozzata di come la allora nuova generazione di politici della terza via è riuscita a imprimere un decisivo cambiamento alla politica inglese. Qui ho deciso di tradurre qualche parola (p. 334), oltre ad un piccolo poscritto (p.335, le parole sono di David Hill, rilasciate in un’intervista a Gould stesso) tratto sempre dal libro, che rendono bene l’idea di quello che Gould intendeva per spin-doctor, ed in generale il ruolo che la comunicazione ha assunto sulla scena politica contemporanea (perché la comunicazione fa bene, eh?).

“Dallo spinning sono nati gli spin-doctors, che è semplicemente una parola efficace per definire i portavoce. Ma da lì il passo è stato breve perché questa parola arrivasse ad includere coloro che hanno a che fare con le ‘arti magiche’ delle campagne elettorali. Questo è puro nonsense. Se esiste uno spin-doctor, è semplicemente la persona che in un partito è responsabile delle relazioni con i media. Questa è un’attività assolutamente non nuova e soprattutto non eccezionale. In un mondo in cui i partiti politici sono sotto attacco 24 ore su 24, come altre organizzazioni del resto, è semplice buonsenso assumere qualcuno che faccia capire la posizione del partito nel modo più efficace possibile. Nell’ambiente in cui operano i media, la competenza ed una buona comunicazione sono inseparabili: non puoi avere uno senza l’altro”.

Queste invece le parole di Hill: “La prima regola [per essere dei bravi comunicatori politici] è capire le persone con cui hai che fare. Poi devi essere gagliardo. Non devi mai dire bugie. […] Devi essere veloce, perché se non colpisci per primo, o se non stai dietro ad una notizia, allora soccombi. Devi dare parole ai giornalisti, perché è questo ciò che vogliono”.