USA 2012: tra social media e tv. Un dibattito all’ambasciata


Le elezioni americane viste da lontano. Ma non troppo. Il primo dibattito tv Obama-Romney è stato analizzato anche a Roma. L’ambasciata americana in Italia guidata da David Thorne ha raccolto attorno a un tavolo diversi protagonisti del dibattito politico italiano (blogger, docenti, giornalisti) per commentare il primo duello televisivo tra il presidente democratico uscente e lo sfidante repubblicano.

Dopo i saluti iniziali, la palla è passata alla proiezione dei momenti più importanti del dibattito moderato dal giornalista Jim Lehrer. Molti gli spunti emersi dalla visione dei filmati: la revisione del dibattito televisivo, il ruolo del moderatore, il ruolo dei social media, la funzione della war room nel post dibattito, il “parlare al centro” da parte dei candidati.

Anche l’ambasciatore Thorne ha sottolineato il ruolo dei social media. In particolare del grosso risultato ottenuto da Twitter con i suoi 10,3 milioni di cinguettii. Tuttavia l’ambasciatore americano, rispondendo a una domanda sul caso Grillo/M5S in Italia, è preoccupato del fatto che i social media possano alimentare un certo populismo. Il tutto in attesa di vedere gli effetti reali sulle elezioni.

In tal senso, ha precisato come il ruolo dei giovani e della loro collaborazione con la “spin room” democratica possa influire molto sulle decisioni di voto per Obama. “È la punta dell’iceberg – dice Thorne – quello che vediamo in televisione. Dietro c’è un lavoro incessante di un vasto staff di collaboratori e di gente coinvolta in maniera entusiasta all’interno della campagna elettorale”.

E ha aggiunto: “Obama durante questa competizione elettorale sta puntando molto sui social media. A differenza di Romney che sta lavorando molto sulla promozione in televisione”. Thorne non nasconde che rispetto all’approccio “flat”, piatto e poco dinamico, del dibattito TV condotto da Lehrer avrebbe preferito assistere a un dibattito presidenziale sui social network.

Interessante anche il confronto con i dibattiti televisivi del passato. Thorne ha ripreso l’esempio di Ronald Reagan contro Walter Mondale durante il loro primo dibattito televisivo per la riconferma del candidato repubblicano. L’ambasciatore USA ha fatto notare come gli incumbent siano in svantaggio nel primo confronto dato dal passato alle proprie spalle, rispetto alla storia e alle speranze proposte dal candidato nuovo. “Obama, pur essendo pragmatico, probabilmente – secondo Thorne – si è trovato in una fase di studio dell’avversario”.

Fatto sta che secondo l’ambasciatore circa il 50% degli elettori non ha cambiato idea dopo la visione del dibattito e che c’è da considerare il numero di elettori che già hanno votato prima del dibattito o lo faranno a breve. Infatti, nel 2008, circa il 31% si era già espresso con il cosiddetto “early voting”. Secondo le stime, le elezioni americane del 2012 prevedono un trend in crescita del voto anticipato. Che sia questo l’elemento chiave per la vittoria di uno dei candidati in barba ai prossimi dibattiti televisivi?